Chi Siamo

 

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“…in qualche punto dell’universo esiste un pianeta dove tutti nasceranno una seconda volta. Allo stesso tempo, saranno pienamente coscienti della vita passata sulla Terra di tutte le esperienze che vi avevano acquisito. Ed esiste forse ancora un altro pianeta dove nasceranno tutti una terza volta con le esperienze di entrambe le vite precedenti…”

(Milan Kundera, “l’insostenibile leggerezza dell’essere”)

Proprio le esperienze diverse in ambito professionale, accademico e privato hanno fornito ai soci fondatori dell’ AEFFE la consapevolezza di avere dei limiti ma allo stesso tempo la consapevolezza che questi stessi limiti potevano essere superati. La strategia vincente è stata, pertanto, individuata nel superamento di modelli organizzativi e formativi stereotipati e la messa in atto di un modello organizzativo immediatamente di tipo aziendale/imprenditoriale, basato su criteri di flessibilità, innovazione, creatività e scientificità. INFERMIERI DELLA TUSCIA è stata l’associazione infermieristica dalla cui evoluzione è nata successivamente l’AEFFE (AggiornaMenti InFormazione). Il cambiamento di denominazione ha riassunto la necessità di trasformare una realtà associativa infermieristica, molto circoscritta e limitata, in una società nuova, frutto di una precisa evoluzione organizzativa e di vision, del tutto diversa rispetto alla precedente e rispetto alle altre realtà associative nazionaliorientata, inoltre, a collaborare con ambienti multidisciplinari, non solo infermieristici e non solo nel settore sanitario. L’AEFFE oggi è una società scientifica solida, dinamica, poliedrica, vivace ed estremamente sensibile alle mutevoli esigenze del mondo formativo e delle consulenze che vanta collaborazioni con enti nazionali e internazionali in ambito sanitario e non sanitario.L’obiettivo strategico aziendale è quello non solo di prevedere le esigenze future del panorama formativo e delle consulenze ma quello di anticiparle. Ciò è possibile farlo con un atteggiamento proattivo non solo dei membri del comitato di direzione e scientifico ma, anche e soprattutto, di tutti i collaboratori. Questi ultimi in linea con un modello organizzativo riflessivo sanno riconoscere tempestivamente eventuali criticità durante l’espletamento delle loro attività e sanno di conseguenza proporre e attuare soluzioni efficaci dosando sapientemente scientificità e creatività. Gli importanti riconoscimenti ottenuti dall’AEFFE sono indubbiamente il frutto di una precisa lungimiranza,  voglia di allargare gli orizzonti, spregiudicatezza nello sperimentare di tutti quelli che hanno collaborato e collaborano attivamente con l’AEFFE. I servizi offerti dall’AEFFEsia quelli esclusivi AEFFE che quelli simili offerti da altri enti formativi, risultano avere, a differenza di questi ultimi, una connotazione di esclusività e peculiarità, ciò è dovuto alla strutturazione su misura del servizio rispetto alle caratteristiche e alle esigenze del cliente. Quest’ultimo, in tal modo, diviene parte attiva e responsabile dello stesso servizio offerto che tende sempre e unicamente verso l’eccellenza.

“L’eccellenza non si identifica con un risultato preciso. Fa parte, piuttosto, dello spirito di un’organizzazione, è un processo che non finisce mai”

Lawrence M. Miller (consulente e scrittore americano)

IL MODELLO FORMATIVO/APPRENDIMENTO A SPIRALE 3D

…Il vasaio la faceva girare col piede, sì che girava anche il piattello su cui poneva il blocco di creta. Ve lo sbatteva sopra con un colpo per farlo ben aderire; poi cominciava ad accarezzarlo, pareva, dolcemente, con le mani frequentemente bagnate nella tinozza vicina e il blocco di creta, lì, davanti ai miei occhi, assumeva miracolosamente una forma, grossolana all’inizio, poi sempre più aggraziata. E non pareva esserne lui, il vasaio, l’autorepareva essa, la creta, prendere miracolosamente forma. Pareva, la mano del vasaio, essere soltanto una testimone di quel miracolo, e il suo movimento una carezza compiaciuta e non la forza che ne determinava la variazione di forma… La creta, ubbidiente, da massa inerte e informe, diventava, nel giro di pochi minuti, un oggetto da rapire con lo sguardo, nasceva in essa una specie di vita, inconscia, che parlava al cuore e alla fantasia, così come parla un fiore, senza che ce ne rendiamo conto… (Franco Braga, “la ruota del vasaio”)

Il MODELLO A SPIRALE 3D è la sintesi di anni di ricerca accademica e  formativa condotta sul campo. Questo modello formativo e di apprendimento AEFFE  nell’arco degli anni si è rivelato estremamente apprezzato per la propria efficienza ed efficacia sia da parte dei formatori e soprattutto da parte dei discenti.Il concetto di spirale sottointende che il processo di apprendimento è unmodello di tipo costruzionista. Esso parte dalla consapevolezza che ogni essere umanopartendo dall’infanzia sino all’età adulta, ha dei propri modelli teorici che riguardano la propria realtà personale, emotiva, relazionale, lavorativaA volte questi  costrutti possono essere molto vicini ad una realtà scientificamente validata ma altre volte possono essere “ingenui”  e comunque esse sono credenze solide e fortemente funzionali e di riferimento per lo stesso individuo. Partendo da questo presupposto, i formatori AEFFE hanno come obiettivo quello di scoprire le pre-conoscenze del discente e di seguito creare, con varie strategie e tattiche, un conflitto tra le vecchie conoscenze e credenze e una nuova proposta di conoscenze  nuove e funzionali. Le concezioni di partenza, quindi, vengono confrontate con una nuova realtà, la quale spinge alla revisione, conducendo così a concezioni più evolute le quali di nuovo vengono confrontate con l’esperienza e così di seguito come una spirale. Il concetto 3D sottolinea la dimensione tridimensionale di questa spirale dell’apprendimento, investendo oltre l’area cognitiva, quella più profonda emotiva e relazionale che si sviluppa nel setting formativo.3D è da intendersi, inoltre, come acronimo che riguarda aspetti puramente attinenti alla strategia formativa:

1) Divertente, questo aggettivo sottolinea il fondamentale interessamento della sfera emozionale del discente e quindi il coinvolgimento oltre della memoria semantica di quella emotiva. Il risultato è sicuramente più efficace e duraturo per un forte fenomeno di ancoraggio.

2) Differenziato, altro termine che mette in risalto la straordinaria duttilità dei formatori di adattare tattiche e tecniche formative diversificate a seconda delle caratteristiche del discente, passando con disinvoltura da un modello associazionista(presentazione delle nozioni step by step), al modello del campo ( più elementi che si dispongono in modo tale da formare strutture globali), a quello della scoperta (prettamente esperenziale diretta) sino al modello costruzionista.

3) Divergente, tale termine pone l’accento sull’importanza della creatività da intendersi come una particolare forma di pensiero che implica originalità e fluidità, che rompe con i modelli esistenti introducendo qualcosa di nuovo. Il pensiero divergente va al di là di ciò che è contenuto nella situazione di partenza, supera la chiusura dei dati del problemaesplora varie direzioni e produce qualcosa di nuovo e di diverso. Tale forma di pensiero si differenzia totalmente da quello convergente che utilizza un’unica prospettiva molto rigida e razionale che induce ad utilizzare regole già definite e codificate di apprendimento e soluzione dei problemi. Il formatore “divergente” porrà in essere gli elementi salienti del pensiero divergente e stimolerà il loro sviluppo neldiscenteessi sonofluidità, flessibilità, originalità, elaborazione, valutazione.La tecnica del vasaio, descritta in maniera magistrale nell’introduzione, riassume metaforicamente il concetto di “formazione” per i professionisti dell’area formazione AEFFEche non usano questo termine come sinonimo di educare, insegnare ecc, ma come processo dinamico, flessibile, diversificato e profondamente coinvolgente atto ad aiutare il discente a dare “nuova forma” alle proprie conoscenze .

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